Africa, avvistata una zebra a pois: “Ora va protetta”

Scovata da un fotografo nel Masai Mara in Kenya. E’ un cucciolo con manto a macchie bianche, chiamato Tira. Folle di turisti accorrono per vederla

La ZEBRA a pois che cantava Mina esiste davvero, si chiama Tira, e al momento è l’animale più desiderato durante i safari africani. All’interno della nota riserva del Masai Mara pochi giorni fa la guida turistica e fotografo Antony Tira ha individuato e scattato alcune foto di un cucciolo di zebra, probabilmente maschio, dal colore nero e con pois bianchi dovuti, secondo le prime ipotesi degli esperti, a un problema di melanina.

Non è la prima volta che vengono avvistati esemplari con strisce o manto irregolare ma in questo caso il piccolo “Tira”, ribattezzato così per il cognome di colui che l’ha scovato, appare con dei chiari e rotondi pois che lo distinguono profondamente da altri simili casi. La guida safari, che opera nella zona di Bush Matira, dopo aver postato l’immagine condivisa sui social network da Wildest Africa ha raccontato ai media del Kenya di essere rimasto sorpreso dal colore più nero della zebra. “Inizialmente ho pensato che fosse stata catturata e poi contrassegnata per qualche scopo di monitoraggio. La prima volta che l’ho vista ero confuso”.

Da uno sguardo più attento, oltre ad essere “un cucciolo” probabilmente debole e nato da poche settimane si notava chiaramente “un possibile disturbo legato alla melanina”. L’ipotesi è infatti che si tratti di una anomalia genetica che possa aver influenzato la pigmentazione del pelo.

L’animale era sempre al fianco di una zebra femmina adulta, forse la madre, e la differenza dei colori fra i due era lampante. Più di un leone, di un ghepardo o di maestosi rinoceronti, la zebra a pois è così diventata in poco tempo la preferita dai turisti che con decine di jeep – racconta il Daily Nation – si sono diretti in massa nella zona dell’avvistamento alla ricerca del piccolo Tira. Secondo il network africano sono “centinaia le auto turistiche che si sono avvicinate all’animale, probabilmente spaventato”. In questo momento nelle riserve africane sono infatti presenti viaggiatori provenienti da tutto il mondo accorsi nel Masai Mara per osservare la migrazione degli gnu.

Non è escluso, raccontano esperti della fauna selvatica africana, che in passato altri cuccioli abbiano mostrato anomalie simili, ma il più delle volte non sono sembra siano riusciti a superare i sei mesi di vita. Mentre gli scienziati continuano a interrogarsi sulla funzione delle strisce nelle zebre, che si creda possa essere collegata a una evoluzione per tenere lontane le indesiderate mosche cavalline, la scoperta di Tira e la successiva notizia ben presto diventata virale ha già fatto scattare da parte di alcune associazioni che operano in Kenya un appello a una protezione immediata dell’animale. Di fatto, una doppia protezione, sia da parte dei turisti accorsi in massa per vederla, che potrebbero spaventarla, sia da parte dei predatori che potrebbero individuarla più facilmente.

Fonte: repubblica.it