Il museo russo curerà un progetto espositivo ispirato alla parabola del figliol prodigo raccontata del Vangelo di Luca. Tra gli artisti protagonisti del Padiglione, il regista Alexander Sokurov
e l’artista teatrale Alexander Shishkin-Hokusai.

È ispirato alla parabola del figliol prodigo il progetto che la Russia presenterà all’interno del proprio Padiglione nazionale in occasione della 58° Mostra Internazionale d’Arte, che si terrà a Venezia dall’11 maggio al 24 novembre 2019 e sarà curata da Ralph Rugoff. Lc. 15: 11-32 è il titolo della mostra, riferito ai versi tratti dal Vangelo di Luca in cui è narrata la parabola, che vede protagonisti il regista Alexander Sokurov e l’artista teatrale Alexander Shishkin-Hokusai. La curatela è affidata all’Hermitage di San Pietroburgo, prima istituzione museale a organizzare un Padiglione alla Biennale di Venezia. “Creiamo precedenti, essere primi è il nostro stile”, commenta su The Art Newspaper il direttore dell’Hermitage Mikhail Piotrovksy. “L’idea del progetto è quella di delineare l’influenza che un museo universale – come custode della cultura mondiale – ha su un artista contemporaneo”.

IL PADIGLIONE DELLA RUSSIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA 2019

Tra i capolavori custoditi all’interno dell’Hermitage, è anche Il ritorno del figliol prodigo di Rembrandt del 1668. Ed è attorno a quest’opera che ruota l’installazione creata dal regista Alexander Sokurov per il Padiglione della Russia ai Giardini, riproponendo sia una delle sale del museo sia uno studio d’artista, che si affacciano sul “tumulto e la guerra che circondano il mondo moderno”. Oltre a Sokurov, al Padiglione collabora anche Aleksander Shishkin-Hokusai, artista teatrale che presenterà al pubblico un intervento ispirato alla scuola fiamminga e “dedicato agli intricati meccanismi del Palazzo d’Inverno e all’Orologio del Pavone”. Nell’ambito della mostra, è prevista la presenza di altri artisti, di cui però al momento non sono stati svelati i nomi; saranno rivelati a maggio, a ridosso dell’inaugurazione della Biennale.

Fonte: artribune.com – Desirée Maida